Finalista al Premio Strega nel 2023, il romanzo a cui si ispira il film racconta la vicenda autobiografica dell’autrice che, nel 1965, appena neonata, fu abbandonata all’ingresso di Villa Borghese e ritrovata in un cesto, per poi essere adottata dalla famiglia Calandrone. La storia segue il suo percorso umano e personale nel tentativo di ricomporre i tasselli del suo passato e ritrovare le sue radici. Solo molti anni dopo, anche grazie all’aiuto della figlia, Maria Grazia riesce a ricostruire la storia della madre biologica, Lucia, cercando di comprendere le ragioni che la spinsero, in una società arretrata e patriarcale che non le riconosceva alcuno spazio, a un gesto estremo.
Attraverso un montaggio che intreccia presente e passato, realtà e immaginazione, il film ricostruisce una potente storia d’amore e di marginalità che parla ancora al presente, in cui l’indagine personale si trasforma in un atto di giustizia poetica e civile e la memoria restituisce voce a chi non ha potuto raccontarsi.
Il film è prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango, in coproduzione con Vision Distribution e la casa di produzione spagnola BTeam Prods.